- Pages: approx. 490 p.
- Size:156 x 234 mm
- Illustrations:1 tables b/w.
- Language(s):Italian, Latin
- Publication Year:2026
- € 105,00 EXCL. VAT RETAIL PRICE
- ISBN: 978-2-503-62242-2
- Paperback
- Forthcoming (Dec/26)
- € 105,00 EXCL. VAT RETAIL PRICE
- ISBN: 978-2-503-62243-9
- E-book
- Forthcoming
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By examining characterisation techniques, aesthetic codes, and political as well as cosmic issues, this monograph shows how the Thebaid is profoundly shaped by the Metamorphoses.
Francesca Econimo holds a PhD from the Scuola Normale Superiore di Pisa and is currently a postdoctoral fellow in Classics at the University of Toronto and the Jackman Humanities Institute. She is the author of La parola e gli occhi. L’ekphrasis nella Tebaide di Stazio, Pisa 2021, which was awarded the “G. Borgia Prize” (Accademia Nazionale dei Lincei, Rome 2023). Her main field of interest is Latin epic poetry, particularly Flavian epic poetry and its tradition.
Con il suo stile ricercato, il gusto per il paradosso, lo sviluppo di una poesia sempre più autocosciente che intende narrare la storia del mondo, Ovidio cambia in maniera radicale il panorama epico latino e il modo stesso di concepire la poesia epica.
Tra gli autori post-ovidiani, Stazio accoglie in maniera esemplare la complessità delle innovazioni introdotte da Ovidio, un modello augusteo alternativo rispetto al più classico Virgilio, col quale instaura un rapporto di tensione creativa e rielaborazione critica aggiornata ai caratteri culturali e letterari propri dell’età flavia.
Questo studio esplora in particolare la ricezione dell’opera maggiore di Ovidio, le Metamorfosi, nella Tebaide di Stazio, attraverso un’analisi che, a partire dagli aspetti di lingua, stile e caratterizzazione, affronta tematiche di più ampio respiro politico e cosmologico. Tracciando un quadro variegato, suddiviso in tre sezioni principali (dai personaggi/personificazioni, all’estetica del paesaggio e della guerra, fino alle minacce di un possibile ritorno al chaos primordiale che mettono a repentaglio l’ordine fisico e morale stabilito), si mostra come le Metamorfosi di Ovidio siano inscritte nella Tebaide in maniera costitutiva, e come la Tebaide, a sua volta, influisca sui modi della ricezione e dell’interpretazione delle Metamorfosi stesse a partire dalla fine del I sec. d.C. in poi.
Introduzione
Prima sezione: Studi di figure. Personaggi e personificazioni tra Stazio e Ovidio
I. Personificazioni e quasi-personificazioni
II. Partenopeo e Atalanta. Metamorfosi di un puer in guerra e una madre ovidiana
III. Il destino di una relicta. Ipsipile narratrice (ovidiana) dalle Heroides alla Tebaide
Seconda sezione: Un’estetica ovidiana. Dai paesaggi naturali al campo di battaglia
I. Paesaggi del mito. Una continuità di orizzonti
II. Metamorfosi a Nemea
III. Mirabilia dal campo tebano. Un’estetica ovidiana del combattere
Terza sezione: Dal Caos a Tebe (e ritorni). Schemi di minacce cosmiche delle Metamorfosi nella Tebaide
I. Un inizio da Metamorfosi? Il primo libro della Tebaide, tra concili in cielo e tempeste in terra
II. Intermezzo. Minacce cosmiche in itinere
III. Tra Gigantomachie e mito delle età. Un possibile riassestamento?
Conclusioni
Bibliografia
