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Artes (ARTES 9)
G. Becatti
Hypnos - Somnus: il demone custode e l'erote dormiente
Studio iconologico del dio del sonno dall'antichità all'epoca moderna

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approx. 216 p., 60 colour ill., 190 x 255 mm, 2018
ISBN: 978-90-74461-91-7
Languages: Italian
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Questo studio propone l’analisi, dalla sua genesi antica fino alle epoche moderne, delle effigi ed i contesti del dio Hypnos/Somnus che incarna il tema del sonno materializzandosi in momenti significativi della cultura e della storia dell’arte. Nata come vaga immagine della letteratura nelle prime rappresentazioni greche, l’iconografia di Hypnos trova la sua forma compiuta nel Somnus latino, soprattutto per mezzo di sculture originali di prima epoca imperiale. Lo studio dei contesti letterari e filosofici evidenzia l’identità demonica del dio che diventa un custode dell’umanità. Le rappresentazioni di Hypnos si ritrovano, dunque, in alcuni larari domestici, in giardini di grandi ville e in luoghi consacrati alla pratica dell’otium. Raffigurato come un erote dormiente, con specifici attributi, invece, Somnus associa il suo ruolo di demone protettore anche alle rappresentazioni simboliche dell’anima. Persistenze iconografiche del dio sopravvivono nel medioevo attraverso la letteratura ed in alcuni specifici contesti artistici ma sarà sotto la forma di genietto addormentato che l’effige del Sonno tornerà ad avere fortuna nel Rinascimento, in contesti intrisi di cultura antica : in seno all’Accademia ficiniana, alla corte medicea e nella Grotta di Isabella d’Este. L’immagine dell’erote dormiente, riproposta anche da Michelangelo, divenne importante non solo in funzione del confronto con l’antico ma soprattutto per il suo valore simbolico e culturale. E’ attraverso questa interpretazione significativa che si può analizzare l’allestimento tematico delle sculture di putti addormentati in serie, antichi e moderni, nelle collezioni di tutta l’epoca moderna. Il dio del Sonno, sotto forme differenti, trova una collocazione precisa anche nei contesti pittorici di grandi palazzi signorili e contribuisce a dar vita ad un nuovo modello formale per le rappresentazioni di Mercurio.

Graziella Becatti si è laureata in Filologia romanza, Scienze ed Arti dello Spettacolo presso l’Université Libre de Bruxelles ed in Studi Storico-Artistici presso La Sapienza Università di Roma dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell’arte moderna.

Ha pubblicato diversi articoli in riviste scientifiche italiane e straniere : Vulcano, tra il dio e la montagna : il passaggio linguistico dal mito alla scienza  (2010) ; L’Incendio di Borgo: iconografia delle antichità. Precisazioni sulla Terza Stanza di Rafaello (2011) ; Iconografia della « Svestizione » : le origini dell’icona del catecumeno e le sue successive elaborazioni (2013) ; L’identificazione del tempio di Marte Ultore nel XVI secolo : dall’Incendio di Borgo di Rafaello a Palladio (2014) ; Ipotesi per una contestualizzazione dell’Hypnos del Prado (2018). Collabora da diversi anni con la prof. Stefania Macioce in qualità di cultore della materia della facoltà di Storia dell’Arte presso La Sapienza Università di Roma. Ha ottenuto per due anni il ruolo di collaboratrice scientifica con il centro Studi Group for Early Modern Cultural Analysis dell’Université Catholique de Louvain, diretto dal prof. Ralph Dekoninck. Partecipa ad un progetto di studio sull’Architettura liquida, diretto dal prof. Stefano Colonna, per la parte che concerne l’anticlassico nell’Antichità.
Interest Classification:
Fine Arts & Performing Arts
Art History (general)

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